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Lunedì, Ottobre 15, 2018
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Mastru Predischedda Mastru Predischedda Un disegno di Francesco Congiu Pes

Indice

Menotti Gallisay

I VINI DI NUORO:

"Frate Sole" e i Sette Fratelli

 1927

Stabilimento tipografico Francesco Rocco
Pola

Al lettore

Affinchè qualcuno non si inacidisca e trovi quantomeno il pelo nell'uovo leggendo le notizie da me scritte intorno al nostro protagonista, ed assuma subito uno spirito critico come suole avvenire -- chè il chiacchierare è sempre una cosa più facile di quel che sia l'accingersi a compiere un qualsiasi lavoro -- diciamo, per mettere le cose a posto e prima che si cominci, che ,,Frate Sole" (al secolo Predischedda o Francesco Ganga - Cucca com'egli si firmava), conosceva l'intelaiatura di questo nostro bozzetto, e se ne compiaque, come potremo diversamente, e coi documenti alla mano dimostrare.
Se poi ci fossero, per altra via, dei punti scabrosi; risaputo che tutti gli uomini d'ingegno se la fecero sempre e volentieri col vino, dai più ai meno celebri, e come qui stesso si può vedere, noi, che con sincerità abbiamo scritto una parte della sua vita -- la più importante -- diciamo d'averlo fatto, per poi poter dire di lui, come il lettore s'accorge, tutto il bene possibile.

Che se poi ci fosse qualch' altro che trovasse, non potendo dippiù, delle esagerazioni nel resto e nelle lodi, non mi rimane dico che svolgere al riguardo di cotali intransigenti -- lasciandola per meglio intenderci nella penna -- un'azione di fervido compatimento, compiangendo, poichè ci siamo, tutti coloro che -- censori istitutori od aristarchi -- vissuti nel mondo della luna per altre insignificantissime cose, non potranno mai assurgere, d'una sola linea termometrica, verso il campo ideale dell'arte e dei sospirati e veri sogni della vita. Cosa di cui lo stesso Frate Sole, modestamente ma ardentemente era un appassionato cultore.
Neppure ciò che dicemmo sul "Gelso Fiorito" potrà offendere chicchessia: le parole sono prettamente sue e da lui pronunziate; per cui ogni commento su ciò -- disgraziatissimo sempre -- non farebbe altro -- ammesso lo scherzo ed il tratto di spirito -- che suonare rampogna al suo nome e a quella sua natura così svegliata e così superbamente geniale.

Colto all'ultim'ora ed a tavola nella riuscitissima vignetta del pittore Congiu-Pes, ch'è l'uomo che illustra oggi ed anima col suo vero ed accertato valore la Sardegna, non si potrà neppur dire --- avvicinandone le figure -- che rassomigli lontanamente -- in questa nostra produzione -- a quel tal "frate briaco inserto nel lavacro dell'abbazia di Bocheville, ghignante col bicchiere in mano in barba alla comunità"!
E' tutta un'altra cosa!
Ed affermato pertanto che Predischedda o Frate Sole era un uomo siffatto, che non ritornerà neppure in ispirito sotto il cielo di Nuoro e fra i molti pigmei, dico solo, a conclusione di questo nostro proemio, che se si dovesse scrivere di lui un qualche ricorso sul marmo (cosa di cui egli però farebbe a meno fra le moderne ventate degli elogi), si dovrebbe scolpire soltanto questo pensiero, senza troppe parole od ampollosità: visse ridendo per la morte, e morì nel pianto più sconsolato, da solo, nel silenzio, per una vera e più giusta vita!

L'AUTORE


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Massimo Zara

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