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Mercoledì, Aprile 25, 2018
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Mastru Predischedda Mastru Predischedda Un disegno di Francesco Congiu Pes

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non gli piaceva assolutamente mai di trovarsi in pubblico in mezzo a dei ragazzi, li benedicesse uno per uno. E mettendo loro la mano sul capo, mentre gli si affollavano d’intorno e gli toccavano, infastidendolo fin quasi a fargli perdere la pazienza, il cordone e l' abito, li rimandò in fretta, ansimante tutto e come non vedesse l’ ora d’ uscir da una tale pena con un: ”Deus bor bardete! e beneditta sa mama chi bos hata allattau!“, distribuiti generosissimamente e come se tenesse in corpo una pillola da non poter mandar giu. Ad ogni modo, d’un tal durissimo sacrificio, a cui non era stato punto preparato da alcuna preventiva avvertenza o sospetto, ne fu poscia ricompensato a due passi di lì ad usura, si da poter ivi stesso da solo, incoraggiandosi nuovamente e prendendo lena come se fosse uscito da un pericolo ed entrato in un luogo di salvazione, emettere quella tale aspirazione alla Burchiello; proprio come soleva fare quell'altro, allorché s’incontrava imprevedutamente o per un caso impensato, davanti a una cosa spettacolosa, o di fronte a una mossa politica sbagliata, secondo lui, ma riparabilissima sempre, a dargli retta.

Ficcando dunque lo sguardo e il cappuccio; sentito qua e là l’odore concupiscente di un’altra ben diversa selvaggina, aveva potuto scorgere, sorridenti nei rispettivi focolari e sedute per terra, le madri mammellute di tutti quei frugoli; le quali, attaccata al seno un’altra prole più piccola e non meno tracotante; costretta questa e ogni tanto a ricacciare dal gorgozzule il latte succhiato in sovrabbondanza, ne chiudevano aggraziatamente l’accesso, posando l’indice sul capezzolo, e ciò per impedire il soffoco a quei che, risvegliati così bruscamente da quel cibo e pappa a zampillo, dovevano, per respirare in qualche modo e sempre singhiozzanti, affidarsi a quel loro pianto rotto ed a strilli, causato da quella subitanea ma non per questo rinunciata rovina...

— Acriores ti piccata, Menottée! Non balet, no!… E qui, ammiccando con intelligenza ai compagni che se ne venivan compunti e come facendo, per un eccesso di pudore, lo gnorri, arricciava, con più significanti smorfie, dinanzi a tutta quella visione affondante e rorida, la sua figura maggiormente villosa, ingelosita ed ora tutta sorridente...

Certamente, se l’avesse in qualche modo potuto, tanto si era in quel momento interessato della cosa, avrebbe voluto aver vicino a sé; in quell’istante, per offrirgli in omaggio e subito quel quadro vivente e così magnificamente plasmato dei fanciulli sitibondi, il genio di Giovanni Della Robbia; forse costui, il quale l’aveva studiato a suo modo, e lo teneva in mente quantunque non avesse potuto incominciare né condurre a termine come i suoi


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Massimo Zara

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