Una gita al mare. In spiaggia. Esiste la figura dei venditori ambulanti con cui spesso cerco di scherzare ed essere gentile anche se, come capita, non acquisto nulla.

Un ragazzo però mi ha sorpreso dicendo: "posso venderti la cultura?". Aveva dei libri e li proponeva col sorriso, mi spiegava chi erano gli autori e mi raccontava l'origine dei libri. Ne ho acquistati alcuni e questo è il primo che leggo.

E’ la storia di quando gli europei andavano a prendersi gli africani e li facevano immigrare con la forza nelle piantagioni di cotone in America. La storia dello schiavismo.

Gli autori utilizzano una prospettiva storica per analizzare il fenomeno della tratta degli schiavi, e offrono un respiro più ampio sulla storia dell'Africa occidentale e delle sue relazioni con l'Occidente. Inoltre, viene esplorato il tema dell'identità culturale e della diaspora africana, mostrando come la cultura africana sia sopravvissuta e prosperata nelle Americhe nonostante le difficoltà.

Il libro è una testimonianza preziosa di una pagina dolorosa della storia umana e offre uno sguardo approfondito sulla tratta degli schiavi africani e sulle sue conseguenze. Tuttavia, non solo si concentra sulla sofferenza degli schiavi, ma cerca anche di restituire loro la dignità perduta, evidenziando la forza e la resilienza dei popoli africani costretti alla schiavitù. 

"Dal Senegal all'America senza ritorno" è un libro importante che invita a riflettere sulla storia dell'umanità e sulla necessità di combattere le forme di discriminazione e sopraffazione ancora presenti nella società contemporanea.

Non è un libro triste, come si potrebbe pensare, gli autori vogliono raccontarci questi fatti tragici accostandoli ad altre situazioni storiche che hanno generato violenza (Sant’Anna di Stazzema o la scoperta dell’America) ma trovano sempre elementi di positività che collegano questi avvenimenti. 

L’ultimo capitolo è quello che più mi ha affascinato, ci racconta come i Neri, arrivati negli Stati Uniti, hanno, nei secoli, generato quel fenomeno culturale ed economico che ha preso il nome di Blues, Jazz e Rock 'n' Roll.

Nota conclusiva: 
L’isola di Gorée è stata per tre secoli il centro di partenza degli schiavi portati via dall’Africa: c’era addirittura un edificio adibito alla compravendita degli esseri umani da spedire nelle piantagioni d’America. Chi si ammalava o faceva resistenza veniva gettato nell’Oceano in pasto ai pescecani. Nel 1978 l’Unesco ha dichiarato Gorée Patrimonio dell’Umanità. Da tutto il mondo migliaia di persone vi si recano ogni anno in pellegrinaggio.