Presso Antonietta ’e Zoseppe, la quale era ed è ancor oggi, assistita come si sa da una reginetta in formazione di fiore, la più bella e simpatica vinattiera di Nuoro; (luogo questo insomma dove si riversa attualmente il flusso intelligente dei forestieri della nuova provincia), aveva fissato da tempo, nelle sue peregrinazioni serotine e nelle ore della siesta, trovando ivi da solo e non disturbato un buon bicchiere di vino, il suo quartiere generale. Per la qual cosa, come abbiamo detto, e come se sorgesse di scatto da un sonno profondo quanto ristoratore, fu lieto di lanciare in faccia a tutti il suo poetico: ”buenos dias, Consuelo!“ rivolto con tutto il suo pensiero a quella fiamma, e dato anche quale una sorprendente risposta alle lodi che di essa e del suo vino si facevano già apertamente e d'intorno.
Richiamato subito alla strozza e nella bocca chiusa per il suo maggiore effetto quel tal borboglìo gutturale, fece senz’altro capire agli astanti, i quali mostravano d’invidiarlo per tale preferenza, di es- sere egli — di quel tal sublimissimo oggetto — l'unico il solo ed il più competente padrone!... Nè potè, un’altra volta, arrivato a questo punto delle anime gemelle, fare a meno di riepilogare i ricordi della sua vita: non diciamo tutti, ch’erano molti e straordinari, ma soltanto quelli a cui, rinascendo come sentiva ed agghindandosi per la occasione, avrebbe voluto legare — arto verdadero — con un frasario di pura intenzione francescana, il suo grande e pur sempre giovanile spirito d’artista!...
In quel memento, ferma davanti agli occhi quella salda e ben piantata bellezza rusticana, se il suo orologio a grossi cerchioni ferroviari, consultato sempre come un diversivo da lui, ed in quel punto per osservare la inesorabilità dell’ora travolgente, avesse narrato e detto qualche cosa di sé, senza nulla nascondere, gli avrebbe certamente riferito da solo — allorché voleva un giorno deporlo col cuore, col portafoglio ed il resto davanti ai piedi di quella maliarda —, tutto il poema cavalleresco d’un amore pressochè indementito ed inavvicinabile sempre! Anche la storia d’una pensione fatta prima sperare e quindi fallita; andata a vuoto mentre sembrava di già, avanzate bellamente le trattative e le modalità da quelle labbra adescanti un fatto compiuto; concedendogli così ed in fine la chiusa d’un dorato e lietissimo epilogo; non fece altro, rammentandola ora a case e stemporaneamente agli amici, che addolorarlo di nuovo e farlo ricadere, con un discreto abbattimento, giacchè codesti stati d'animo si alternavano e si sovrapponevano spesso in lui,'in un cruccio tale come se si sentisse, con una specie di groppo alla gola affogato da molti tristi ed allarmanti pensieri.
I compagni ch’eran un po’ e come si capisce al-levati alle forche, visti maturare gli effetti, e proprio quelli che si eran proposti, ridevano e ridevano; e toccandosi
