d’ imperiosa e rustica padronanza, giacché nessuno gli avrebbe potuto togliere dai piedi quelle scarpe se non che a completa consumazione) : ,,ca sunu anzenos e galu a pagare!...“
Si era costretti ridere e si rideva di cuore; per poco (e non era già la vergogna che lo tratteneva) non avrebbe voluto su quella medesima strada — e gia vi si disponeva colla sua solita disinvoltura — intrecciare gli anelli del duru-duru.

A questo modo, così scherzando e ballotando, si arrivò a Cuccu-Baios, il rione che, appartatissimo oggi, ispirò ad un altro suo amico, ma con pochissima fortuna, il canto del Tango.
In questi paraggi le case erano dappertutto chiuse:
dappertutto sembrava che lo stesso freddo le avesse tappate in quel punto e rimpicciolite da sè; onde la nostra comitiva, la quale rappresentava per Nuoro 'un certo avvenimento sempreché la si vedeva riunita in crocchio ed animata, passò inosservata: solo di quando in quando, come se richiamato da un’interna e segreta passione, si affacciava sorridente alla portina di qualche uscio, un visino angelicamente biondo.... conosciutissimo.

Da certe casettine un po’ più discoste poi, ma sempre su quella stessa strada, il fumo, arroncigliandosi sui tetti in disperato contrasto, ne usciva in alto, abbassandosi e sospingendosi di nuovo, col tepore del pane sfonato di fresco.
Ma ecco che Frate Sole rigongola e rinasce più di prima; e data qui improvvisamente la stura ai motti e ai frizzi d’ogni genere, vi si lancia a capo fitto.... E poiché intanto gli sembrava di sentire telepaticamente e con un certo presentimento che il tempo gli si sarebbe presto ed irrevocabilmente oscurato, stroncandone come avvenne in seguito la preziosa esistenza, rievoca in cuor suo ed in quel punto la ballata di Lorenzino de‘ Medici, di cui qualcuno, interpretando il pensiero, coglie come lui a volo e riafferma. E pizzicottava così e poi scherzava ancora ch’era un piacere, oltre che colle scarpe impagate, cogli altri suoi pungenti e cotidiani ricordi. Il ricordo, ad esempio, di una nota di piccoli debiti, scritta e scarabocchiata le cento volte da lui su un quaderno a quattordici righe — la quale non quadrava mai malgrado le sue affannose ricerche — entrò pur essa come una cosa compatibile nell'argomento del giorno; mentre gia’ tutti sapevano che, in un’altra saccoccia sotto l’abito vi era, attraverso i fogli repubblicani e rossi del Corriere delle Maestre, di cui si diceva attivo e zelante corrispondente, un libretto postale ancora vergine ed intonso; il quale, ricavato dalla vendita di un suo terreno di appena due o tre pertiche; messo comunque e come s’immagina in evidenza con quelle aquile reali e bicipiti, ne aveva aumentato di qualche cosa l’auge.